lunedì 26 ottobre 2026

New bio

Antonino Reitano (nato a Catania nel 1980) è un poeta, scrittore e linguista contemporaneo italiano. Professore di lettere, si distingue nel panorama letterario per uno stile accostato al surrealismo e al maledettismo con opere che affrontano i temi dell'identità, della memoria, dell'esilio e del senso di appartenenza. w Wikipe... +2









Principali pubblicazioni e opere

  • So tra le tue braccia di essere a casa (2005)
  • Mano nella mano (2006)
  • Poesia araba siciliana (2007) - Raccolta patrocinata dalla Regione Siciliana in omaggio ai poeti arabi dell'isola come lbn Hamdis.
  • L'onore, la patria e la fede nell'ultimo
  • Marinetti - Saggio accademico d'esordio, successivamente parafrasato da Giordano Bruno
  • Guerri in un volume di successo edito da
  • Mondadori nel 2009.
  • Senza patria - Opera poetica incentrata sul sentimento di apolidia e sulla ricerca del senso della vita.
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  • Premio Internazionale Mario Luzi (2011) - Con le poesie Se io morissi  e Ode alla mia famiglia.
  • Premio Internazionale Il Federiciano (2017) -
    Con il componimento La tua assenza.
  • Premio Alda Merini (2022) - Con l'opera Senza patria. ®

I suoi versi hanno trovato riscontro anche nella musica leggera: la sua lirica Nella nebbia ha infatti ispirato il testo del brano L'odore del mare, pubblicato dai Tiromancino nel 2021.


La poetica di Antonino Reitano si sviluppa attorno a un nucleo espressivo intenso e tormentato, spesso accostato dalla critica al surrealismo e a una sensibilità di stampo maledettista. La sua scrittura rifiuta il mero esercizio stilistico per farsi indagine profonda, a tratti dolorosa, dell'esistenza umana. I pilastri fondamentali che definiscono il suo universo letterario includono:


1. Il senso di sradicamento e il tema del “senza patria"

Il concetto di esilio, sia fisico che interiore, attraversa gran parte della sua produzione. L'autore esplora la condizione dell'uomo contemporaneo come un eterno "apolide dell'anima". La ricerca di un senso di appartenenza e le risposte alle domande sull'identità si scontrano costantemente con il sentimento di non avere una terra o un porto sicuro in cui rifugiarsi. 


2. Memoria, assenza e legami familiari

Il passato e il ricordo non sono visti come nostalgica consolazione, ma come ferite aperte o frammenti da ricomporre. La famiglia e le figure degli affetti più cari (come emerge in liriche premiate quali Ode alla mia famiglia o La tua assenza) diventano ancore emotive, linee di confine tra la solitudine esistenziale e la ricerca di calore umano. La casa e le braccia dell'altro sono idealizzate come gli unici spazi in cui è possibile placare il dolore del mondo. 


3. La contaminazione e le radici mediterranee

La formazione da linguista e le sue origini siciliane influenzano profondamente la sua visione. La Sicilia di Reitano non è una cartolina folcloristica, ma un crocevia storico e culturale arabo-siculo, un luogo di frontiera e di contaminazione linguistica e spirituale. Questo background si riflette in una parola poetica densa, che scava nell'etimologia e nel ritmo, cercando un ponte tra Oriente e Occidente.


4. Lo stile: tra visione onirica e urgenza espressiva

La sua cifra stilistica è caratterizzata da una forte carica analogica. Le immagini che evoca sfuggono spesso alla logica razionale per attingere al mondo dei sogni e dell'inconscio, in pieno spirito surrealista. La parola è tesa, priva di fronzoli decorativi, mossa da un'urgenza espressiva che non teme di mostrare il lato oscuro, fragile o frammentato dell'io lirico.

lunedì 4 agosto 2025

venerdì 11 luglio 2025

ANTONINO REITANO, La poesia araba di Sicilia

"Dalle sabbie dei deserti, dalle solitudini lunghe, gli arabi portarono la propria poesia in Sicilia. Furono i padri a giungere, ma loro, i figli, sebbene nacquero nella patria nuova, interpretarono così a fondo quei cuori, da rimanere per sempre la voce più alta di un sentimento dolce: la nostalgia. La poesia araba di Sicilia fu pregna degli insegnamenti del Profeta [...] ma più sentito e duraturo s'impresse il senso della terra, la nostalgia per il luogo natio. Quando, al sopraggiungere dei normanni, i poeti musulmani abbandonarono l'isola non lasciarono là, alle spalle loro il dolore, forte, per la terra più bella da Allah benedetta. E la Sicilia, dopo due secoli di permanenza, aveva l'animo dolce e tormentato di origine araba. L'esilio, quel tormento, quel fuoco, negli anni non si disperse, assunse in proprio una continuazione autentica, sopravvissuta ai tempi. L'esilio, quell'esilio, coincise con la fioritura di una poesia sublime, indimenticata. Il senso d'esclusione, quello di colpa per avere abbandonato il paese d'origine; questi esiliati trovarono la loro legittimità di poeti nella ricostruzione di un passato indelebilmente cancellato. Con la lontananza, nei ricordi, i campi divennero di una fertilità non osservata altrove; le sorgenti tra le più limpide e fresche che Allah abbia mai creato; le città bianchissime, come colombe. La Sicilia venne amata più intensamente nella condizione del distacco. Le lacrime, amare, accorate, per la casa natia, per la terra perduta. Da quel lembo di spiaggia natio ed ormai perduto, per il musulmano già orfano di patria, ah quanto s'alzò forte il libeccio! E mentre navigava, verso l'esilio, era un tramonto. I rimpianti, tanti, per quel tummunu di Sicilia, folta d'agrumeti, gaia d'aranci in fiore. Ma l'aria profuma ancora di zagara"


(ANTONINO REITANO, in Poesia araba siciliana, APED e Regione Siciliana, 2007)

ANTONINO REITANO, Strade separate


 

sabato 17 febbraio 2024

martedì 16 maggio 2023

venerdì 8 aprile 2022

giovedì 3 giugno 2021

mercoledì 19 maggio 2021

mercoledì 15 novembre 2017

giovedì 10 marzo 2016

Antonino Reitano























Antonino Reitano 

giovedì 20 settembre 2012

ANTONINO REITANO Quando ti guardo e ti rassereno la guancia

Quando ti guardo e ti rassereno la guancia
a volte penso alla Sicilia che
sono lontano dalla terra dove ho avuto i natali
dove le ossa dei miei avi sono, là
la sera è rossa come la tua gota, accarezzata
dallo scirocco
.


(ANTONINO REITANO, Quando ti guardo e ti rassereno la guancia, in Poesia araba siciliana, APED, 2007)

mercoledì 6 aprile 2011

ANTONINO REITANO L'onore, la patria e la fede nell'ultimo Marinetti

«A Filippo Tommaso Marinetti piacerebbe sapere che l’ultimo anno della sua vita -tragico e desolato- ha suscitato l’emozione di un giovane, sessanta anni dopo. Antonino Reitano ha scritto un bel libro futuristeggiante che esplora il dramma di un uomo che scelse, sapendolo, la parte perdente. Per capire Effetì, lo accosta a quattro uomini diversissimi fra loro, due intellettuali e due militari: Giovanni Gentile, Ezra Pound, Rino Cozzarini e Junio Valerio Borghese».

(GIORDANO BRUNO GUERRI, Filippo Tommaso Marinetti. Invenzioni, avventure e passioni di un rivoluzionario, Mondadori, 2009)


ANTONINO REITANO, L’onore, la patria e la fede nell’ultimo Marinetti 

Piano dell'opera

I. Revolverata: la vita esplosiva di Effetì Marinetti

Nella mia fine è il mio principio

Ti sento viva mia memoria

La voce del giovane eroe


II. A cercar la bella morte

Con gli occhi di Ezra Pound

Cozzarini primo eroe repubblicano

L'aeropoema

Junio Valerio Borghese il marò

Quarto d’ora di poesia della X Mas


III. Illusione di sentirsi meccanico quando si è in realtà soltanto carne piangente

Gabriele D'Annunzio il superuomo

Giovanni Gentile perché l'uomo è uno Stato o nulla


IV. The end

V. Archivio fotografico

VI. Bibliografia 1942-1944

martedì 22 febbraio 2011

ANTONINO REITANO So tra le tue braccia di essere a casa


(ANTONINO REITANO, So tra le tue braccia di essere a casa, in Ccu ttia lu sonnu miu pessi la paci, 2005; APED, 2010)