martedì 28 febbraio 2012

Antonino Reitano al Premio Internazionale Mario Luzi

Semmai morissi non di dolore tu, rosa, appassisci
né le braccia di un suolo oramai arido cerca più.
Il vento il viso continui ad accarezzarti
non la mano che amasti sarà, mai più
sentirai il suo calore sul volto: tu schiudi al sole,
come rosa i petali, le palpebre.

(A. REITANO in Gli inediti del Premio Internazionale Mario Luzi 2011.)

mercoledì 6 aprile 2011

L'onore, la patria e la fede nell'ultimo Marinetti

«Nella senilità cade l’illusione di sentirsi meccanico, quando si è in realtà soltanto carne piangente ciò che riluce è l’essere vivo e giunti alla fine sperare il principio: vivere ancora…» A. REITANO

Giordano Bruno Guerri in Filippo Tommaso Marinetti (Mondadori, 2009) ha dedicato un capitolo a L’onore, la patria e la fede nell’ultimo Marinetti, parafrasandone alcune delle pagine più suggestive: «A Filippo Tommaso Marinetti piacerebbe sapere che l’ultimo anno della sua vita -tragico e desolato- ha suscitato l’emozione di un giovane, sessanta anni dopo. Antonino Reitano ha scritto un bel libro futuristeggiante che esplora il dramma di un uomo che scelse, sapendolo, la parte perdente».

L’onore, la patria e la fede nell’ultimo Marinetti 
(per acquistare il libro scrivi a antoninoreitano@hotmail.it)


Piano dell'opera

I. Revolverata: la vita esplosiva di Filippo Tommaso Marinetti

Nella mia fine è il mio principio

Dalla nascita agli anni Trenta

Ti sento viva o mia Memoria

La voce del giovane eroe


II. A cercar la bella morte

Con gli occhi di Ezra Pound

Cozzarini primo eroe repubblicano

Dell’aeropoema e del linguaggio

Junio Valerio Borghese marò

Il Quarto d’ora di poesia della X Mas


III. Illusione di sentirsi meccanico quando si è in realtà soltanto carne piangente

Il superumanismo dannunziano

L’uomo è uno Stato o nulla


IV. Conclusioni

V. Documentazione fotografica

VI. Bibliografia essenziale (1942-1944)

martedì 22 febbraio 2011

So tra le tue braccia di essere a casa


So tra le tue braccia di essere a casa,
dalle solitudini, viandante, giunsi a te;

al tuo abbraccio, che ha alleviato il mio cammino,
due arti che la mia vita cingono a sé:

come barca versa sulla spiaggia,
la cui chiglia dalla brezza è accarezzata,
dai mari in tempesta non più.

(di ANTONINO REITANO, in Ccu ttia lu sonnu miu pessi la paci, 2005)